Scoperta delle Tradizioni


Scopriamo qualcosa di diverso, lasciamo per un giorno le spiagge e le magnifiche aree montagnose per andare alla scoperta di alcuni aspetti delle tradizioni Sarde che arricchiranno il bagaglio di esperienze durante la vostra permanenza in Sardegna. Ci rechiamo nel cuore della Barbagia ad Oliena, paese situato a 400 metri sul livello del mare e dominato dalle creste della catena del Corrasi. Qui andremo a visitare i forni in cui viene prodotto in maniera tradizionale il pane “carasau”. La lavorazione di questo pane, tipico della Sardegna, è un compito che da sempre viene svolto dalle donne, esse svolgono questa attività nelle case in cui il pane viene ancora cotto nei forni a legna.

“Cochere su pane”, oltre che un attività lavorativa era ed è tuttora un momento sociale in cui persone legate da rapporti di parentela ed amicizia, contribuiscono e tenere viva una tradizione centenaria. In seguito andremo a visitare delle piccole aziende viti vinicole, cantine di piccole dimensioni che producono vini di alta qualità rivolti si alla vendita ma non alla grande distribuzione. Potremmo cosi conoscere ottimi vini prodotti con uve autoctone tra le quali fa da padrone il celebre Cannonau che, in questa zona, prende il nome di “Nepente”.

Dopo la visita alle  cantine ci rimettiamo in macchina diretti verso un altro paese dal forte carattere barbaricino, nel cuore del Supramonte, Orgosolo, famoso oggi per i suoi Murales. A lungo terra di banditi la comunità ha alle spalle storie di anarchia e di vendette. I murales di Orgosolo hanno i temi della protesta e della resistenza. Ci sono donne che manifestano in difesa dei propri diritti; c’è un soldato che non vuole più andare alla guerra; c’è un De Andrè che canta; c’è il racconto di quando gli abitanti di Orgosolo si opposero all’Esercito italiano che voleva creare un poligono di tiro in un’area da sempre aditibita a pascolo libero (e vinsero, dopo dieci giorni di occupazione: era il 1969, e l’evento è ricordato come i “fatti di Pratobello”), e ancora, John Lennon, banditi col fucile e molti altri soggetti, è presente il riferimento a popoli oppressi dagli invasori ed ecco gli Indiani d’america. Insomma, sulle case di Orgosolo c’è la storia di questa comunità ma anche quella di altre problematiche  realtà.

La tradizione dei murales di Orgosolo è iniziata tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Era un modo per aderire alle proteste che in quel periodo si diffondevano un po’ ovunque. E da allora, questa urgenza di raccontare per immagini non si è più fermata. I murales costituiscono un importante patrimonio per la storia e la cultura del paese nonché per la sua economia, essendo uno dei principali motivi di richiamo e di interesse per i turisti.